Ipertensione e impotenza: il circolo vizioso tra farmaci antipertensivi e DE
Settembre 24, 2026I disturbi dell’eiaculazione non comprendono soltanto l’eiaculazione precoce. Alcuni uomini, pur avendo un’erezione e una stimolazione adeguate, impiegano molto tempo per eiaculare oppure non riescono a farlo. Si parla rispettivamente di eiaculazione ritardata e assente (aneiaculazione), ma l’assenza di liquido seminale può dipendere anche da un’eiaculazione retrograda.
Queste condizioni non devono essere confuse con l’assenza dell’orgasmo. Orgasmo ed eiaculazione sono infatti due processi collegati, ma distinti: è possibile provare piacere senza emissione di liquido seminale oppure eiaculare avvertendo una sensazione orgasmica ridotta.
Per individuare il trattamento appropriato occorre quindi chiarire che cosa accade esattamente, quando è iniziato il disturbo e se è presente durante ogni rapporto o soltanto in determinate circostanze.
Che cos’è l’eiaculazione ritardata?
L’eiaculazione ritardata consiste in una difficoltà persistente a raggiungere l’eiaculazione nonostante una stimolazione sessuale adeguata e il desiderio di concludere il rapporto. Il tempo necessario può diventare molto lungo oppure l’eiaculazione può verificarsi soltanto attraverso una particolare modalità di stimolazione.
Non esiste una durata precisa oltre la quale formulare automaticamente la diagnosi. Il problema diventa clinicamente rilevante quando si ripete, provoca disagio, stanchezza, dolore, frustrazione o difficoltà nella relazione.
La forma primaria è presente fin dalle prime esperienze sessuali. Quella acquisita compare invece dopo un periodo durante il quale l’eiaculazione avveniva normalmente. Il disturbo può essere generalizzato, se si presenta in qualsiasi situazione, oppure situazionale, per esempio esclusivamente durante i rapporti con il partner ma non durante la masturbazione.
Le linee guida EAU sui disturbi dell’eiaculazione sottolineano che la valutazione deve considerare desiderio, eccitazione, erezione, stimolazione, orgasmo, medicinali assunti e qualità della relazione.
Che cosa significa eiaculazione assente?
Quando non avviene alcuna emissione di liquido seminale si può parlare di aneiaculazione, ma occorre distinguerla da altre condizioni.
Nell’aneiaculazione vera il liquido seminale non viene emesso né all’esterno né verso la vescica. L’uomo può comunque avvertire una normale sensazione orgasmica. Questa condizione è spesso associata a problemi neurologici, danni dei nervi o effetti farmacologici.
Nell’eiaculazione retrograda, invece, il liquido seminale viene prodotto ma, anziché fuoriuscire dall’uretra, torna indietro nella vescica. L’orgasmo può essere normale o meno intenso e, dopo il rapporto, le urine possono apparire torbide. La conferma richiede l’analisi delle urine raccolte dopo l’orgasmo.
L’anorgasmia consiste infine nell’assenza della sensazione di orgasmo. Può essere presente anche senza un problema nella produzione del liquido seminale. Per questo dire semplicemente “non riesco a venire” non permette di capire quale fase della risposta sessuale sia effettivamente alterata.
Quali sono le cause dei disturbi dell’eiaculazione?
L’eiaculazione è il risultato dell’interazione tra cervello, midollo spinale, nervi periferici, muscoli del pavimento pelvico, prostata, vescicole seminali, dotti deferenti e collo della vescica. Un’alterazione in uno di questi meccanismi può rallentare o impedire il processo.
Tra le cause organiche rientrano la neuropatia diabetica, le lesioni del midollo spinale, la sclerosi multipla e altre malattie neurologiche. Anche gli interventi alla prostata, al collo della vescica, al colon o nell’area retroperitoneale possono modificare i nervi e le strutture coinvolte nell’emissione del seme.
Infezioni e infiammazioni urogenitali, ostruzioni dei dotti eiaculatori e alterazioni della sensibilità del pene rappresentano altre possibili cause. In casi selezionati devono essere valutati anche problemi endocrini, come disturbi della tiroide, della prolattina o del testosterone.
Le linee guida europee distinguono infatti cause anatomiche, neurologiche, infettive, ormonali, farmacologiche e psicologiche.
Antidepressivi e altri farmaci possono ritardare l’eiaculazione?
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Alcuni farmaci possono interferire con il riflesso eiaculatorio o con la percezione dell’orgasmo. Gli antidepressivi SSRI sono tra i medicinali più frequentemente associati a eiaculazione ritardata, aneiaculazione o anorgasmia. Possono incidere anche antipsicotici, oppioidi, alcuni antipertensivi e farmaci utilizzati per i disturbi urinari o prostatici.
L’associazione temporale è importante: il medico deve sapere se il problema è iniziato dopo l’introduzione del farmaco, un aumento della dose o una modifica della terapia. Ciò non significa che il medicinale sia sempre l’unica causa, perché depressione, ansia e altre patologie possono influire autonomamente sulla sessualità.
La terapia non deve mai essere sospesa o ridotta autonomamente. Il medico che l’ha prescritta può valutare se sia possibile modificarne il dosaggio, cambiare molecola o adottare strategie differenti, considerando sempre la patologia per cui il trattamento è necessario.
Il ruolo dei fattori psicologici e relazionali
Ansia da prestazione, timore di perdere il controllo, difficoltà a concentrarsi sulle sensazioni, conflitti nella coppia o aspettative rigide sul rapporto possono contribuire all’eiaculazione ritardata.
Alcuni uomini riescono a raggiungere facilmente l’orgasmo attraverso la masturbazione, ma non durante il rapporto. In questi casi lo specialista valuta anche l’eventuale abitudine a una stimolazione molto specifica, difficilmente riproducibile nella sessualità di coppia. Non si tratta di attribuire automaticamente il disturbo alla masturbazione o alla pornografia, ma di comprendere come la persona ha imparato a riconoscere e raggiungere l’eccitazione.
Quando prevalgono fattori emotivi o relazionali, può essere indicato un percorso sessuologico individuale o di coppia. Riduzione dell’ansia, educazione sessuale, comunicazione e graduale variazione delle modalità di stimolazione possono far parte del trattamento. Un approfondimento collegato è disponibile nella guida sulla gestione dell’ansia da prestazione sessuale.
Come viene effettuata la diagnosi?
La diagnosi parte da un colloquio riservato sulla storia clinica e sessuale. È utile chiarire se il problema sia sempre esistito o sia comparso recentemente, se si verifichi anche durante la masturbazione, se l’orgasmo sia presente e se venga emesso liquido seminale.
Vengono valutati anche qualità dell’erezione, sensibilità genitale, desiderio sessuale, interventi precedenti, malattie neurologiche o metaboliche, consumo di alcol e medicinali assunti. La possibile presenza contemporanea di una disfunzione erettile deve essere riconosciuta, perché la difficoltà nel mantenere l’erezione può interrompere il rapporto prima dell’eiaculazione.
La visita può essere completata da esami mirati. In base al caso possono essere richiesti glicemia, testosterone, prolattina e ormoni tiroidei, analisi del liquido seminale o ricerca degli spermatozoi nelle urine dopo l’orgasmo. Ecografia, valutazioni neurologiche e altri accertamenti sono indicati soltanto quando la storia clinica suggerisce una causa specifica.
Come si cura l’eiaculazione ritardata o assente?
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Non esiste un unico farmaco approvato e risolutivo per l’eiaculazione ritardata. Le linee guida EAU evidenziano che le prove disponibili sui trattamenti farmacologici sono ancora insufficienti per indicare una terapia valida per tutti.
Il trattamento deve quindi intervenire sulla causa individuata. Se il disturbo è collegato a un medicinale, il medico prescrittore può valutarne la modifica. In presenza di diabete, disturbi ormonali, infiammazioni o problemi neurologici è necessario gestire la condizione di base.
La terapia sessuologica può essere utile quando sono presenti ansia, schemi di stimolazione molto specifici o difficoltà relazionali. Nei casi neurologici o nell’aneiaculazione può essere valutata la stimolazione vibratoria del pene. Altri trattamenti farmacologici sono stati studiati, ma vengono utilizzati soltanto in situazioni selezionate e con risultati variabili.
Se il problema principale è l’eiaculazione retrograda, la terapia dipende dalla causa e dall’obiettivo riproduttivo. Alcuni medicinali possono favorire la chiusura del collo della vescica, ma presentano controindicazioni ed effetti indesiderati e non devono essere assunti come rimedi fai da te.
Quando rivolgersi all’andrologo?
Una valutazione è consigliabile quando il problema si ripete per diversi mesi, compare improvvisamente, provoca disagio o rende difficile il concepimento. È opportuno non rimandare soprattutto se l’eiaculazione assente segue un intervento, coincide con l’inizio di una terapia oppure si accompagna a perdita di sensibilità, dolore, difficoltà erettile o sintomi neurologici.
Il Dott. Andrea Russo, specialista in Urologia e direttore del Centro di Urologia Avanzata, si occupa dei disturbi della sessualità maschile considerando separatamente erezione, eccitazione, orgasmo ed eiaculazione. La formazione maturata presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e l’esperienza clinica con oltre 10.000 pazienti consentono di impostare un percorso diagnostico costruito sulla situazione individuale, coinvolgendo quando necessario altri specialisti.
Per richiedere una valutazione nelle sedi di Milano, in Via Pergolesi 16, o di Saronno, in Piazzale Santuario 6, è possibile chiamare il 3343471726, scrivere a info@cura-avanzata.it oppure utilizzare la pagina contatti