Diagnosi

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Diagnosi

Il primo passo verso la diagnosi di tumore della prostata è la visita urologica. Lo specialista effettuerà l’esplorazione digitale rettale per verificare al tatto la presenza di eventuali noduli o anomalie della prostata.

Ecografia transrettale. Un valore alterato di PSA, da solo, non basta e deve comunque essere seguito da altri esami di approfondimento come l’ecografia transrettale, effettuata inserendo una sottile sonda attraverso il retto.

Risonanza magnetica multiparametrica della prostata. Questo esame permette di mappare accuratamente tutta la prostata ed evidenziare eventuali aree sospette per tumore della prostata. Questa indagine può evitare di dover eseguire una biopsia o può aiutare ad eseguire la biopsia in maniera più accurata, aumentando la possibilità di effettuare una diagnosi precoce del tumore della prostata.

Biopsia. In caso di lesioni sospette, è possibile effettuare la biopsia, prelevando piccoli campioni di tessuto da diverse aree della prostata, e arrivare alla diagnosi precisa.

Analizzando le cellule tumorali al microscopio, è possibile assegnare un grado di aggressività della malattia: in genere, punteggi fino a 6 indicano tumori a basso rischio, pari a 7 tumori a medio rischio, uguali o superiori a 8 ad alto rischio.   

Altrettanto importante è lo stadio del tumore (ossia l’estensione del tumore), espresso con il sistema TNM (Tumor-Node-Metastasis), nel quale T indica quanto la malattia è estesa nella prostata, N indica se sono coinvolti i linfonodi e M se ci sono metastasi. Per arrivare a definire lo stadio è necessario effettuare esami come la tomografia computerizzata (TC – TAC), risonanza magnetica, tomografia a emissione di positroni (PET) o scintigrafia ossea.

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