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Disfunzione erettile: la nuova frontiera sono le onde d’urto

Disfunzione erettile: la nuova frontiera sono le onde d’urto

Vent’anni fa “la pillola blu” fu una rivoluzione della cura della disfunzione erettile. Nel corso del tempo, tuttavia, questa terapia ha dimostrato vari limiti. Oggi, la nuova frontiera nella cura della disfunzione erettile usa le onde d’urto a bassa intensità. Ne parliamo con il dottor Andrea Russo, urologo direttore di CURA – Centro di Urologia Avanzata, con sede a Milano e Saronno.

Sono trascorsi venti anni da quando gli uomini hanno potuto beneficiare di un alleato come “la pillola blu” contro la disfunzione erettile. L’arrivo della famosa pillola blu ha rappresentato una vera rivoluzione e ha consentito a moltissimi uomini di poter riprendere una normale vita sessuale. Ma non è tutto oro quel che luccica. «Dopo l’arrivo della “pillola blu” – spiega il dottor Andrea Russo, urologo direttore del Centro di Urologia Avanzata – ha cominciato pian piano a emergere il problema dei farmaci “fake” che si possono acquistare tramite canali non convenzionali. Tutto avviene senza una visita medica e senza una eventuale prescrizione della “pillola blu”».

Un giro d’affari di circa 4-6 miliardi, solo in Italia. Da anni però gli esperti mettono in guardia sull’uso di pillole acquistate senza prescrizione medica, perché il contenuto di principio attivo è spesso non corretto o alterato. «Peraltro – aggiunge il dottor Russo – la  non è l’unico farmaco a disposizione contro la disfunzione erettile. Sono quattro i farmaci ad oggi efficaci per trattare la disfunzione erettile, ognuno con caratteristiche diverse a seconda anche del problema e delle necessità del paziente. Consultare un medico è quindi importante per capire quale farmaco utilizzare, individuare il dosaggio corretto, nonché valutare la presenza di controindicazioni basate su fattori di rischio presenti, come ad esempio la retinite pigmentosa, l’utilizzo di cerotti di nitrati o l’assunzione di molti farmaci anti-ipertensivi».

Disfunzione erettile: le onde d’urto per tornare ad avere erezioni fisiologiche

Negli anni, terapie e trattamenti contro la disfunzione erettile si sono evoluti ben oltre la “pillola blu”, andando a guardare nella direzione di tecnologie efficaci per altre patologie come i calcoli renali. «La terapia con onde d’urto a bassa intensità – spiega il direttore del Centro di Urologia Avanzata – permette di trattare la maggior parte, anche se non tutti, i problemi vascolari alla base della disfunzione erettile. La grossa differenza tra i farmaci come la “pillola blu” e le onde d’urto è che la prima rende l’uomo in parte “schiavo” della programmazione del rapporto sessuale, mentre la seconda permette di ringiovanire i tessuti del pene ristabilendo le normali erezioni. Con la terapia a base di onde d’urto si ripristina la completa funzionalità e le erezioni non saranno soltanto quelle volute o desiderate, ma anche quelle fisiologiche, incluse le erezioni al risveglio. Quando il problema è dovuto a disfunzioni vascolari lievi o moderate – precisa lo specialista – le onde d’urto danno ottimi risultati a 4 mesi dal trattamento, con fino al 70% di risultati mantenuti a 3 anni dalla terapia».

Disfunzione erettile: qual è la differenza tra “pillola blu” e onde d’urto?

“Pillola blu”: favorisce l’erezione a richiesta (richiede una programmazione dell’attività sessuale)

Onde d’urto: ristabilisce le normali erezioni ringiovanendo i tessuti del pene, le erezioni sono sia volute sia fisiologiche, incluse le erezioni al risveglio

L’importanza di rivolgersi al medico

Oltre ai farmaci “fake” venduti e acquistati in Rete per combattere la disfunzione erettile, c’è anche l’importante tema della fertilità su cui, in questi tempi, si sta assistendo a un proliferare di fake news a riguardo. «Sempre più spesso si legge di rimedi miracolosi o di preparati a base erboristica che possono ridare fertilità all’uomo – sottolinea il dottor Andrea Russo, direttore del Centro di Urologia Avanzata -. In realtà, la valutazione dovrebbe essere fatta da uno specialista in grado di individuare e comprendere i fattori di rischio preesistenti nel soggetto ed eventuali problematiche di infertilità di coppia da attribuire anche alla controparte femminile. Prima di procedere con una cura, quindi, è opportuno procedere con una serie accertamenti diagnostici – conclude il dottor Russo -, esami ormonali del sangue e lo spermiogramma, cioè la valutazione della numerosità totale, capacità di motilità e morfologia degli spermatozoi prodotti dall’uomo, che possono essere alla base di disturbi di fertilità».