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Ipertrofia prostatica

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Un uomo su cinque soffre di disfunzione erettile

La durata media del rapporto è di 7 minuti

Il 30% degli italiani soffre di eiaculazione precoce

Cos’è?

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una patologia molto comune nella popolazione maschile. Si stima che circa il 30% degli uomini sopra i 65 anni soffra di sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica. Consiste nella crescita del tessuto prostatico della zona periuretrale (adenoma prostatico) e può portare a difficoltà  nella minzione. Circa il 60% degli uomini oltre i 60 anni soffre di disturbi della minzione che possono essere secondari all’ipertrofia prostatica o ad altre componenti dovute a un’alterazione della funzione vescicale.

Come si manifesta?

L’IPB si manifesta con l’aumento del volume della prostata, che ostacola il deflusso dell’urina. Generalmente, il flusso urinario è ridotto, spesso intermittente, preceduto da uno sgocciolamento e accompagnato da una sensazione di incompleto svuotamento della vescica dopo aver terminato la minzione. È possibile che aumenti lo stimolo ad urinare, spesso in maniera urgente e di notte. In alcuni casi si arriva a non riuscire ad urinare (ritenzione urinaria acuta).

Come si diagnostica?

La diagnosi dell’IPB avviene con un esame clinico accurato, comprendente anche l’esplorazione rettale, per escludere eventuali altre patologie che possono dare una sintomatologia sovrapponibile. Tra gli esami utili alla diagnosi vi sono l’uroflussometria e lo studio urodinamico pressione-flusso, che permettono di valutare il flusso dell’urina e le conseguenze sul funzionamento vescicale causate dall’ostruzione al flusso urinario. Viene di solito richiesto, inoltre, il dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) i cui valori possono essere elevati a causa dell’aumento del volume prostatico e devono essere interpretati correttamente per escludere l’eventuale coesistenza di una malattia maligna della prostata. Tra le altre indagini richieste vi è di solito un esame delle urine con urinocoltura, che permette di escludere un’eventuale infezione delle vie urinarie, in grado di simulare una sintomatologia analoga a quella dell’IPB. Infine, l’ecografia prostatica transrettale è un utile strumento di valutazione del corretto volume della prostata, importante soprattutto ai fini di un eventuale intervento chirurgico.

Come si cura?

L’ipertrofia prostatica benigna si cura con terapia farmacologica (farmaci α-litici, inibitori della 5α-reduttasi e fitoterapici) o chirurgica. Si ricorre alla terapia chirurgica quando la farmacologica non è efficace. L’obiettivo della terapia chirurgica è asportare l’adenoma prostatico per risolvere l’ostruzione che impedisce la normale espulsione dell’urina. Intervenire tempestivamente è importante per evitare complicanze a lungo termine, come la ritenzione urinaria, la calcolosi vescicale e l’insufficienza renale cronica.

Ipertrofia prostatica: per saperne di più

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