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Calcolosi

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Un uomo su cinque soffre di disfunzione erettile

La durata media del rapporto è di 7 minuti

Il 30% degli italiani soffre di eiaculazione precoce

La calcolosi (o litìasi dal greco lithos, sasso) è una delle condizioni patologiche che più frequentemente affligge l’apparato urinario. Essa prevede la formazione di aggregati di minerali e sostanze organiche che, una volta precipitati, possono dare un’ostruzione delle vie escretrici. Tale ostruzione può riguardare pressoché tutta la lunghezza dell’apparato urinario e pertanto sarà definita calcolosi renale qualora si localizzi ai reni, calcolosi ureterale localizzata ai ureteri e calcolosi vescicale quando concernente la vescica. Sebbene in passato la calcolosi vescicale fosse la più frequente delle tre, attualmente tale evenienza risulta di gran lunga la meno frequente avendo lasciato il passo alla litiasi renale e ureterale.

La formazione di calcoli, oltre a essere di frequente riscontro in ambito urologico, è di per sé molto frequente (e globalmente in aumento) nella popolazione generale: si stima che possa arrivare a riguardare fino al 10-15% degli individui adulti tenendo conto delle differenze di età, genere, etnia, latitudine; è noto come gli uomini (picco di incidenza 30-69 anni) siano interessati circa tre volte di più rispetto alle donne (picco di incidenza 50-79 anni) anche se tale differenza si va sempre più riducendo. Altri fattori di rischio sono la razza caucasica, abitare in regioni calde e aride, lavori sedentari ed esposti ad alte temperature, l’obesità, la familiarità, la presenza di malformazioni renali e lo scarso apporto idrico.

Esistono diversi tipi di calcoli, classificati in base alla composizione chimica: i più frequenti risultano essere i calcoli contenenti calcio (circa 75% del totale), in particolare quelli contenenti ossalato di calcio (circa il 60% del totale). Tra i calcoli privi di calcio i più frequenti sono quelli costituiti da acido urico. All’analisi delle urine, l’alterazione più frequente riguarda appunto la quantità di calcio presente, generalmente aumentata nei pazienti affetti da calcolosi.

Il sintomo principale della calcolosi è la colica, un dolore acuto e molto intenso associato a nausea, vomito e malessere generale. Tale dolore assume caratteristiche diverse a seconda della localizzazione del calcolo:

  • a livello renale (colica renale) si avvertirà un dolore sordo e costante alla parte bassa della schiena che si irradia al fianco e anteriormente;
  • a livello ureterale (colica ureterale) il dolore sarà spesso intermittente e variabile a seconda della localizzazione lungo il decorso dell’uretere, partendo dal fianco fino ad arrivare all’inguine, al testicolo nell’uomo e alle grandi labbra nella donna e alla parte interna della coscia.

Per quanto riguarda la calcolosi vescicale sarà di più frequente riscontro la presenza di sangue nelle urine, difficoltà e dolore alla minzione, dolore diffuso al basso addome, aumento delle levate notturne per urinare.

A seconda della sede del calcolo, della sua localizzazione, delle sue dimensioni e della sua composizione chimica, delle caratteristiche del paziente, sono possibili diverse opzioni terapeutiche (talvolta anche in associazione) che vanno dalla terapia medica espulsiva, alla terapia tramite agenti che dissolvono il calcolo, all’osservazione e al monitoraggio, fino alla rimozione attiva tramite procedure più o meno invasive come la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) la ureterorenoscopia (URS) con litotrissia e la nefropielolitotomia.

Calcolosi: per saperne di più

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