Terapie future per la disfunzione erettile: cosa ci aspetta?
Gennaio 23, 2026La perdita di elasticità dei tessuti genitali è una condizione che spaventa molti uomini, ma che oggi può essere affrontata con successo se diagnosticata tempestivamente. Quando parliamo di Fibrosi peniena: cause, sintomi e terapie, ci riferiamo a un processo patologico in cui il normale tessuto elastico del pene viene sostituito da un tessuto cicatriziale rigido e anelastico. Questo fenomeno non è solo un problema estetico, ma una vera e propria barriera funzionale che può compromettere l’erezione, causare dolore e generare un forte disagio psicologico.
Fibrosi peniena: cause, sintomi e terapie: la guida completa per la salute dell’uomo con il Dott. Russo!
Il Dott. Andrea Russo è uno Specialista in Urologia e Andrologo dedicato alle problematiche di sessualità maschile. A differenza di altri colleghi, si occupa esclusivamente del benessere sessuale maschile. Ciò significa che può darti tutto il supporto necessario e risolvere il tuo disturbo. Come dicono centinaia di recensioni positive, il Dott. Russo vanta un track record di successi. Ha una grande esperienza clinica e negli ultimi 5 anni ha visitato oltre 10.000 pazienti. Direttore del Centro di Urologia Avanzata a Milano e direttore del Training Center Onde d’Urto in Andrologia.
I suoi centri adottano un approccio terapeutico basato sulle linee guida delle società scientifiche internazionali di medicina sessuale e sulla vasta esperienza clinica del Dott. Russo. Grazie a trattamenti all’avanguardia e una filosofia centrata sul paziente, il Dott. Russo, affronta ogni problema sessuale maschile con competenza, empatia e discrezione. Con anni di esperienza e un approccio personalizzato, il Dott. Russo è riconosciuto per la sua attenzione alla sicurezza e all’efficacia dei trattamenti PRP.
L’impatto sulla meccanica dell’erezione
Per comprendere a fondo la fibrosi, dobbiamo immaginare l’architettura del pene come un sistema idraulico ad alta precisione. I corpi cavernosi, responsabili dell’erezione, sono rivestiti dalla tunica albuginea, una membrana straordinariamente elastica che si estende per accogliere il sangue. Quando si innesca un processo di fibrosi, questo equilibrio si rompe. Il tessuto sano viene sostituito da collagene disorganizzato (cicatrice). Poiché la cicatrice non si estende, durante l’erezione si crea un effetto “tirante”: la parte sana si espande, quella fibrotica no, causando curvature, deformità o restringimenti (il cosiddetto effetto clessidra).
Differenza tra Peyronie e Fibrosi Cavernosa Diffusa
Spesso si fa confusione tra due manifestazioni diverse della stessa radice patologica. È fondamentale distinguerle per scegliere la cura corretta:
- Malattia di La Peyronie (Induratio Penis Plastica): È la forma più nota. Si caratterizza per la formazione di una placca circoscritta palpabile sulla tunica albuginea. Il sintomo principale è la curvatura del pene (recurvatum) acquisita.
- Fibrosi Cavernosa Diffusa: È più subdola. Non c’è sempre una placca distinta o una curvatura evidente. Il tessuto cicatriziale si diffonde all’interno del tessuto erettile (i corpi cavernosi), “soffocando” la capacità di erezione. È tipica dei pazienti diabetici o dopo interventi alla prostata, e porta a una disfunzione erettile severa e resistente ai farmaci orali.
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Le fasi della malattia: il fattore tempo
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La fibrosi non compare dall’oggi al domani nella sua forma definitiva. È un processo evolutivo che attraversa due fasi distinte. Capire in quale fase ti trovi è cruciale per l’efficacia delle terapie.
- Fase Acuta (Infiammatoria): Dura dai 6 ai 12-18 mesi. Potresti avvertire dolore durante l’erezione o a riposo. La curvatura o la placca sono in evoluzione e possono peggiorare. Questo è il momento migliore per agire con terapie conservative per bloccare il processo.
- Fase Cronica (Stabilizzata): Il dolore scompare. La deformità si stabilizza e la placca diventa dura, spesso calcifica (simile a un osso al tatto). In questa fase, i farmaci e le terapie fisiche servono meno a “sciogliere” la placca e più a gestire la funzione erettile, mentre la chirurgia diventa l’opzione primaria per correggere la forma.
Cause e fattori di rischio: perché accade?
L’eziologia è multifattoriale, ma il meccanismo scatenante più accreditato è il micro-trauma. Durante i rapporti sessuali, il pene può subire piegamenti eccessivi che causano micro-lesioni della tunica albuginea. In un organismo sano, queste guariscono. In soggetti predisposti, la guarigione è disordinata e crea una cicatrice permanente.
Esistono fattori che amplificano questo rischio:
- Diabete Mellito: L’alto livello di glucosio danneggia i microvasi e favorisce l’infiammazione cronica.
- Chirurgia Prostatica: Dopo una prostatectomia radicale, la temporanea assenza di erezioni notturne riduce l’ossigenazione dei tessuti (ipossia), favorendo la trasformazione del tessuto erettile in tessuto fibroso.
- Fumo e Ipertensione: Riducono l’elasticità vascolare.
- Genetica: Una predisposizione, spesso associata alla contrattura di Dupuytren (fibrosi palmare).
I campanelli d’allarme: sintomi da non ignorare
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Molti pazienti arrivano in visita tardi perché sottovalutano i primi segnali. Ecco cosa devi monitorare:
- Noduli o placche: Aree dure palpabili sotto la pelle del pene.
- Curvatura: Il pene devia verso l’alto, il basso o lateralmente durante l’erezione.
- Dolore: Fitte o fastidio persistente in erezione.
- Accorciamento: La fibrosi “ritira” i tessuti, causando una perdita di lunghezza visibile.
- Disfunzione Erettile: Difficoltà a mantenere la rigidità, specialmente a valle della placca (parte distale molle).
- Impatto Psicologico: Ansia da prestazione e depressione sono conseguenze dirette che non vanno trascurate.
La Diagnosi Avanzata: Eco-Color-Doppler Dinamico
Una semplice palpazione non basta. Presso il Centro di Urologia Avanzata, la diagnosi segue uno standard rigoroso. Lo strumento principe è l’Eco-Color-Doppler penieno dinamico. A differenza di un’ecografia statica, questo esame viene eseguito dopo aver indotto farmacologicamente un’erezione. Questo permette al Dott. Russo di:
- Visualizzare placche non ancora palpabili o calcificazioni profonde.
- Misurare con precisione matematica il grado di curvatura.
- Valutare il flusso sanguigno arterioso e la tenuta venosa, distinguendo se il problema erettivo è vascolare o puramente meccanico.
Terapie Conservative: Onde d’Urto e Medicina Rigenerativa
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Se la malattia è intercettata nella fase attiva, o se si vuole migliorare la vascolarizzazione, le opzioni non chirurgiche offerte dal Dott. Russo sono all’avanguardia.
Onde d’Urto a Bassa Intensità (Li-ESWT)
Il Dott. Russo dirige un Training Center specifico per questa tecnologia. Le onde d’urto non servono a “frantumare” la placca come accade per i calcoli renali, ma agiscono per via biologica (meccano-trasduzione).
- Obiettivo: Stimolano la neoangiogenesi (nuovi vasi sanguigni), riducono drasticamente il dolore e possono ammorbidire la placca stabilizzando la curvatura.
- Protocollo: Sedute indolori di circa 15-20 minuti, senza effetti collaterali.
PRP (Plasma Ricco di Piastrine)
Il trattamento rigenerativo con PRP utilizza i fattori di crescita presenti nel sangue del paziente stesso. Dopo un prelievo e una centrifugazione, il concentrato piastrinico viene infiltrato. È particolarmente utile per ridurre l’infiammazione e rigenerare i tessuti nella fibrosi diffusa.
Terapie Iniettive Intralesionali
In casi selezionati di Malattia di La Peyronie, si possono utilizzare infiltrazioni dirette nella placca (es. verapamil o collagenasi) per cercare di ridurre la curvatura. Questo approccio va valutato caso per caso, bilanciando benefici e rischi.
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Quando la Chirurgia è necessaria
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Se la fase acuta è terminata e la curvatura impedisce i rapporti (spesso sopra i 30-45 gradi), o se la disfunzione erettile è severa, la chirurgia è la soluzione risolutiva. Il Dott. Russo pianifica l’intervento basandosi sulla gravità del difetto e sulla qualità dell’erezione residua.
- Corporoplastica di Plicatura: Indicata per curvature < 60° con ottima erezione. Si accorcia il lato convesso per raddrizzare l’asta. Semplice e con recupero rapido.
- Incisione e Innesto (Grafting): Per curvature severe (> 60°) o pene corto. Si incide la placca e si inserisce un “patch” (innesto) per recuperare lunghezza e raddrizzare.
- Protesi Peniena: È il gold standard quando la fibrosi è associata a disfunzione erettile grave non responsiva ai farmaci. L’impianto risolve contemporaneamente la curvatura e il deficit erettile, garantendo una ripresa totale della vita sessuale.
Domande Frequenti ed Errori Comuni
Esistono creme miracolose?
No. La tunica albuginea è profonda e le creme non penetrano a sufficienza per sciogliere una cicatrice fibrosa. Evita il fai-da-te.
La malattia guarisce da sola?
È estremamente raro. Nella maggior parte dei casi, senza intervento, la fibrosi progredisce o si cronicizza lasciando il danno permanente.
Posso prevenire la fibrosi?
Controllare diabete e fumo è essenziale. Inoltre, rivolgersi all’andrologo al primo fastidio post-coitale permette di intervenire quando i tessuti sono ancora “recuperabili”.
Il Centro di Urologia Avanzata: Eccellenza a Milano e Saronno
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Affrontare la fibrosi peniena richiede competenza specifica, non soluzioni generiche. Il Dott. Andrea Russo e il suo team offrono un percorso completo, dalla diagnosi strumentale di precisione alle terapie rigenerative e chirurgiche più moderne.
Dove riceve il Dott. Russo:
- Milano: Via Pergolesi 16 (Zona Stazione Centrale).
- Metropolitana: Fermate Loreto o Caiazzo.
- Parcheggio: Multipiano Doria in Via Andrea Doria 22.
- Saronno: Piazzale Santuario 6.
Non aspettare che il problema limiti la tua vita di coppia. Il fattore tempo è il tuo miglior alleato. Richiedi ora una visita privata con il dott Russo per valutare la tua situazione clinica.
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Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, la diagnosi o il piano terapeutico