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Tumore della vescica

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Un uomo su cinque soffre di disfunzione erettile

La durata media del rapporto è di 7 minuti

Il 30% degli italiani soffre di eiaculazione precoce

COS’È?

È una neoplasia delle cellule epiteliali che rivestono la vescica. È per frequenza il secondo tumore dell’apparato genito-urinario.


CHI SI AMMALA?

I casi di malattia sono in continuo aumento. Circa il 70% dei pazienti affetti da un tumore primitivo della vescica si riammalano oppure sviluppano una nuova patologia dopo resezione endoscopica e/o terapia.
I principali fattori di rischio sono:

  • inquinamento atmosferico;
  • sostanze contenute in vernici e tinture (amine aromatiche, anilina etc.);
  • fattori irritativi locali (infezioni ricorrenti da batteri o funghi, calcoli vescicali);
  • chemioterapia sistemica;
  • irradiazione pelvica;
  • fumo di sigaretta.

COME SI RICONOSCE?

Si presenta solitamente con urine rosse (ematuria) e/o sintomi di tipo disurico-irritativo (aumento della frequenza a urinare, eventualmente associata a bruciore e dolore).

Con questi sintomi è importante eseguire una visita specialistica urologica per valutare quali dei seguenti accertamenti effettuare:

  • esame urine e urinocultura: identificano segni d’infiammazione vescicale o di un’infezione;
  • esame citologico del sedimento urinario: spesso identifica la presenza di cellule tumorali nelle urine. La raccolta delle urine può essere effettuata dal paziente (solitamente le prime urine del mattino per tre giorni consecutivi): le urine raccolte devono essere consegnate rapidamente a un citologo, presso un centro specialistico;
  • ecografia dell’apparato urinario: consente una valutazione accurata dell’intero apparato urinario; spesso individua una neoplasia vescicale anche di pochi millimetri, definendone sede e dimensioni nella vescica;
  • cistoscopia esplorativa: visualizza direttamente la neoplasia e permette d’effettuare prelievi bioptici;
  • urografia endovenosa: con l’infusione di un mezzo di contrasto iodato permette una visualizzazione completa dell’apparato escretore dei reni (reni, ureteri e vescica), fornisce informazioni sulla sede e sulla funzionalità dei reni e sull’eventuale presenza di una neoplasia delle vie escretrici concomitante con una neoplasia vescicale. Non può essere effettuata negli allergici ai mezzi di contrasto e nei pazienti con insufficienza renale;
  • tac addominale: definisce il grado di penetrazione della neoplasia nello spessore della parete vescicale e valuta l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi pelvici. È utile per definire il programma terapeutico.

COME SI CURA?

  • fotocoagulazione laser;
  • resezione endoscopica;
  • chemioterapia endovescicale con instillazione di farmaci;
  • cistectomia radicale.

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