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Tumore del pene

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Un uomo su cinque soffre di disfunzione erettile

La durata media del rapporto è di 7 minuti

Il 30% degli italiani soffre di eiaculazione precoce

Cos’è?

Il tumore del pene è piuttosto raro e coinvolge prevalentemente le parti del prepuzio e del glande. Il tumore del pene ha un’incidenza bassa in Europa e USA (colpisce circa 1 uomo su 100.000), mentre è più comune in paesi come India, Brasile, Uganda. L’incidenza del tumore del pene cresce all’aumentare dell’età. La fascia maggiormente colpita sono gli uomini tra i 60 e 70 anni.

Quali sono i fattori di rischio?

I maggiori fattori di rischio sono la fimosi (restringimento prepuziale), scarsa igiene locale, fumo di sigaretta, frequenti rapporti sessuali con partner diversi, primo rapporto sessuale in età molto giovanile, trattamenti con raggi UVA, presenza di condilomi e condizioni di infiammazione cronica. In alcune condizioni, l’HPV (human papilloma virus) può contribuire ad aumentare il rischio di tumore del pene. La circoncisione effettuata prima dell’inizio della pubertà riduce il rischio di tumore del pene di 3-5 volte.

Come si manifesta?

Il tumore del pene si manifesta con lesioni premaligne (ad esempio, con verruche cutanee). Le lesioni, generalmente, sono indolori e si manifestano in glande, prepuzio, solco coronale, asta. Le cellule tumorali possono spostarsi, specie per via linfonodale, e arrivare a colpire fegato, ossa e polmoni.

Come si diagnostica?

La diagnosi del tumore del pene si effettua con un accurato esame obiettivo dei genitali esterni per verificare le condizioni delle lesioni.  Successivamente, è necessario prelevare un campione della lesione e analizzarla per confermare che si tratti del tumore. La risonanza magnetica del pene in erezione, la palpazione dei linfonodi inguinali e un’ecografia possono essere utili per riscontrare eventuali linfonodi anomali, segno di possibile metastasi.

Come si cura?

Il trattamento del tumore del pene si cura con asportazioni minime chirurgiche (effettuabili anche con tecniche alternative quali laserterapia e crioterapia) o maggiori, quali asportazione del glande, amputazione peniena parziale (se il tumore ha invaso i corpi cavernosi) e totale (se ha invaso l’uretra). Nel caso di malattia ulteriormente invasiva, la terapia prevede anche la chemioterapia e successivo intervento chirurgico. Se il tumore si trova ad uno stadio avanzato o metastatico, la terapia è la chemioterapia palliativa. Nel caso in cui siano stati colpiti i linfonodi, è possibile ricorrere all’asportazione dei linfonodi (linfoadenectomia inguinale). Infine, la radioterapia può essere un’alternativa possibile per lesioni limitate o come ulteriore possibilità palliativa.

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